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Perché ci lamentiamo degli artisti?

Salve a tutti oggi ho sentito la voglia di parlare di un tema che silenziosamente osservo da diverso tempo.
Un titolo un po’ forte e provocatorio di un articolo che sto per scrivere venutomi in mente in questi giorni durante la settantesima edizione del festival di Sanremo, vista la quantità di odio nei confronti di chi fa o prova a far il cantante.
Ormai, sembra che da più o meno una quindicina di anni nessun artista sia più ritenuto DEGNO di cantare dagli addetti ai lavori, principalmente dagli insegnanti di canto!
Va osservato che in ambito moderno proprio in questo ventennio si sono sviluppate parecchie tecniche vocali, metodi, ricerche, studi, tanti dei quali sono più o meno famosi.
Molti metodi sono anche dei franchising dove per affiliarti devi frequentare i corsi e sostenere gli esami per diventare un insegnante certificato di questo o quel metodo.
Fin qua niente di particolarmente strano, anzi in generale possiamo dire di essere veramente fortunati che ci sia oggi così tanta offerta, informazione, così tanti corsi, così tanti studi, perché non possono far altro che arricchire il bagaglio professionale di una persona e tanti artisti del passato non hanno avuto tutta questa fortuna, si sono dovuti affidare più al loro talento che al resto.
Chiaramente non vanno sempre tutti d’accordo ed ogni tanto qualcuno discute su chi sia migliore rispetto all’altro, ma questo succede in ogni settore professionale, lo sappiamo.
In questi ultimi dieci anni in più abbiamo avuto l’avvento dei social network, uno strumento che ha permesso una maggior e più veloce diffusione di tutte queste informazioni sopra citate, ma come spesso succede esiste anche il rovescio della medaglia ovvero la non responsabilità nella libertà di parola.
Un aspetto discusso in questi ultimi anni che ha generato il termine “leoni da tastiera” ma non voglio divagare.
Una cosa che ho notato è che la possibilità di essere certificati in metodi o anche in percorsi riconosciuti dallo stato italiano sembra faccia avere il “diritto di onnipotenza” su come DEVE essere un cantante, un artista come se fossimo, mi ci metto pure io facendo questo lavoro, solo noi a sapere come si fa!
Ma se in questi ultimi quindici anni appunto sono nate tantissime scuole di canto, tantissimi insegnanti e tutta la conoscenza detta prima, allora i giovani artisti di oggi sono il frutto di una cattiva didattica?
Perché se diciamo che gli artisti sono altri, ovvero personaggi che quando hanno cominciato non avevano questi importanti supporti, qualcosa non mi torna.
Eppure oggi che abbiamo così tanta conoscenza con Google stiamo diventando più ignoranti!

Una volta c’era meno conoscenza e migliori artisti, oggi c’è tantissima conoscenza ed artisti peggiori continuamente criticati, QUALCOSA NON VA!!!

Se poi tiriamo fuori il discorso che “chi fa non studia” mi viene da pensare:

Come mai se un artista vuol fare il cantante sembra aver paura di seguire un corso di canto?

Io ho avuto a lezione negli anni persone che cantavano da dieci o quindici anni da autodidatta, avevano avuto esperienze sporadiche di didattica ma erano SCAPPATE perché l’insegnante di turno voleva modificare il loro essere!
Questo successe anche a ma, prima ancora di voler insegnare, ed anche per questo io parlo sempre di “Identità Vocale” perché prima di muscoli, tecniche, etc.. esiste una identità personale che secondo me va rispettata e non distrutta.
La figura dell’insegnante e anche del vocal coach sono per me figure AL SERVIZIO dell’artista, non entità che si mettano al di sopra, perché sono stati certificati e quindi si ritengono superiori rispetto ai propri allievi artisticamente.
Chi siamo noi per fermare o bloccare la natura di una persona durante le nostre lezioni ?
Anche se si eseguono cover dovremmo essere aperti ad utilizzare questi momenti per insegnare a cercare messaggi dentro di se stessi da voler condividere.
Siamo pieni di corsi per diventare insegnante, ma per diventare cantante?
Tutti vogliono ormai solo insegnare a quanto sembra dalle offerte commerciali!
Se gli insegnanti si allontanano dall’arte allora di cosa stiamo parlando, di preparare persone per il karaoke?
Che dovrebbe al massimo essere un momento per far due risate, non per far i cantanti!!!
Se si vuole far un percorso di crescita vocale e artistico con l’insegnante di canto dobbiamo cercare di unire i due mondi e non andare in direzioni opposte, ognuno convinto di essere dalla parte del giusto.
Poi che ci sia chi canta senza un motivo artistico questo è un altro discorso chiaramente, ma se siamo pieni di odio e sentimenti negativi cosa possiamo trasmettere ai nostri allievi?
Quindi quello che mi viene da dire è che tanti insegnanti di canto hanno fallito il loro ruolo nel momento in cui non sono più al servizio dell’artista ma si vuole essere noi, col nostro ego spesso pure frustrato da insuccessi, a dire cosa è giusto e cosa no, non su argomenti oggettivi (una nota stonata è oggettivo, una esecuzione fuori tempo è oggettivo, perché ci sono parametri misurabili per dire si o no) ma su cose del tutto SOGGETTIVE, come l’arte in cui se non diciamo “vince quella che più si avvicina al modello di riferimento” allora non possiamo far altro che provare a capirla, ma purtroppo a volte manca l’ a,b,c.. per comprendere un’opera artistica, sappiamo come si muovono tutti i muscoli della fonazione e poi non si riesce ad interpretare qualcosa di artistico.

Le critiche costruttive fanno bene e danno la possibilità sempre di migliorare ma sparare a zero e rasentare l’ODIO non lo trovo per niente una cosa positiva.

Personalmente sono profondamente amareggiato nel vedere tutto questo perché ci sta portando ad odiare e la musica dovrebbe unire, non odiare!
In più questo atteggiamento spesso lo hanno quelli che io chiamo bimbi minchia insegnanti, ovvero ragazzi molto giovani, con pochissima esperienza come cantanti e ancor meno come insegnanti, hanno fatto percorsi per diventare insegnanti e si trovano a far questo lavoro con l’atteggiamento di essere al di sopra di tanti, solo perché sono certificati!!!
Questo sta generano delle “licenze di uccidere” nel senso che sta facendo credere a tanti di poter essere detentori della verità.
Penso sia normale che l’arte e la musica subiscano mutamenti e cambiamenti nel corso del tempo perché soprattutto prendono spunto dalla società e se continuiamo ad essere una società che odia e che critica sempre, che musica dobbiamo aspettarci ?
Se continuiamo ad avere questo atteggiamento ci troveremo ad avere corsi di canto dove gli insegnanti insegneranno che quelli che fanno oggi musica non sono cantanti, artisti etc.. ma i veri artisti sono altri, ma altri chi ?
Ditemi prima perché alcuni sono DEGNI e altri NO ?
Non dobbiamo confondere i gusti e le opinioni personali con assiomi!
Viviamo nell’epoca in cui ci fa fatica far qualsiasi così cosa perché ci siamo abituati ad avere tutto a “portata di click” quindi anche il nostro pensiero non ha voglia di mettersi a ragionare, quindi ci fermiamo alla superficie!
Esistono tante forme di arte diversa, se dobbiamo ragionare in modo negativo e di chiusura allora Picasso, Marina Abramović, Van Gogh e tanti altri come loro non sarebbero considerati artisti, eppure sono convinto che tu insegnante di canto che odi e mi stai leggendo, o forse no perchè ho scritto troppo, li consideri tali perchè la massa di pecore di cui fai parte li considera tali, perchè pensare diversamente può voler dire far parte di in una minoranza, essere solo, far fatica a fare le cose, non essere sempre accettato, essere deriso e combattuto e forse queste cose sono a te estranee perchè insegni qualcosa di cui non fai parte e non lo farai, purtroppo mai, ma saprai solo sempre criticare non sapendo cosa vuol dire mettersi in gioco, avere il coraggio di farlo perché è più facile vivere da pecora che trovare se stessi!

Avrei ancora altro da dire sull’argomento e forse lo farò ma per ora son troppo rattristato, e già per rispondere a chi mi dirà “chi sei te per dire queste cose ?” dico solo che sto esprimendo la mia opinione, così come voi criticate tutto e tutti, io vi rispetto per le vostre idee personali (non assolute), ma non devono essere per forza anche le mie e non è detto che io sia sbagliato a prescindere perché diverso da voi, che state diventando la maggioranza, e non voglio far passare il messaggio che vada bene tutto, così ho già risposto anche ad altre critiche, apriamo di più le menti!!!
Dovremmo essere in democrazia, ma credo sia confusa con PERBENISMO che se non la si pensa secondo la maggioranza allora dobbiamo essere etichettati come sbagliati e questo mi sembra la radice di tutt’altro, di cui evito di citare il termine perché troppo brutto e triste!
Per concludere vi lascio con una domanda da fare a se stessi allo specchio: Insegno canto perché ?