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Lezioni di Canto Online – La Mia Guida Completa

Introduzione

Nel periodo storico in cui scrivo ci siamo ritrovati nel mezzo di una pandemia, il Covid 19, questo articolo nasce dopo una serie di webinar che ho sentito di voler diffondere gratuitamente per aiutare tutte quelle persone in difficoltà con la tecnologia, un gesto che ho sentito di fare col cuore in questo brutto periodo.
Questo virus ci ha costretto a stare diverse settimane in quarantena per cercare di risolvere la situazione, ma la didattica non si è fermata, si è dovuta spostare su piattaforme digitali.
Tutto questo ci ha costretto a far i conti con un modo di lavorare estraneo ai più, alcuni colleghi che già da anni erano abituati a lavorare in questo modo hanno continuato quello che già facevano prima, ma molti di noi, come anche il sottoscritto, hanno dovuto far i conti con qualcosa che non avevano approfondito prima.
Io nell’ambito di Vocal Technology non avevo ancora approfondito questa materia solo perchè ho sempre avuto paura della “distruzione sonora” che i vari software per video chiamate fanno, quindi adesso che mi sono trovato in questa situazione forzata ho approfondito la questione.
Come sempre dico vi propongo quella che è la mia esperienza, da persona che si occupa di voce didatticamente e artisticamente, cosa che non potete trovare su un libro, per quanto poi su questi argomenti c’è poca letteratura, se non il materiale per tecnici del suono e fonici che però se non sono cantanti o insegnanti di canto, vocal coach etc.. anche se si occupano di audio non per forza potrebbero rispondere alle nostre esigenze.

Prima di addentrarci nel vivo dell’articolo voglio fare una piccola riflessione: Da diversi anni siamo abituati ad avere in mano smartphone e tablet che ci semplificano la vita, oggetti con “tutto integrato” ma noi stiamo proponendo lezioni di canto, di musica, non chiamiamo amici e parenti, quindi dobbiamo impegnarci a far le cose con strumenti professionali, o comunque usando al meglio quello con cui siamo equipaggiati, così come un musicista investe molto tempo di studio e denaro sulla sua strumentazione oltre che la tecnica per imparare a suonare, altrimenti creiamo un assurdo, studiamo tecnicamente con l’approccio da professionista e poi, perchè lo trascuriamo, la nostra voce viene sentita come nel “Canta TU”.
Dobbiamo tenere lo stesso atteggiamento e dare la stessa importanza anche ai nostri “attrezzi del mestiere” altrimenti facciamo come un albero che casca in un bosco dove non c’è nessuno, non fa rumore, nessuno lo sente!
Nel nostro caso di Cantante Amplificato, come chiamo io al posto di cantante moderno, vuol dire non far sentire la nostra identità vocale, non far sentire noi stessi e quello che vogliamo trasmettere.
La nostra fortuna è che oggi possiamo trovare in commercio anche componenti dall’ottimo rapporto prezzo/prestazioni che non sono giocattoli, quindi dobbiamo solo non avere paura di imparare a prender confidenza un passo alla volta, un mattoncino dopo l’altro.

Lezioni on line : Sono un bene o un male ?

Questo è un altro argomento che divide, come se già non ce ne fossero, tra chi è a pro delle lezioni online e chi no.
Io non sono mai stato contro per partito preso poiché conosco colleghi che le fanno da anni e con buoni risultati, ma ho sempre avuto perplessità sul sistema di trasferimento dati e i componenti usati per far lezione per quello che riguarda il mio modo di lavorare, anche perchè non tutti usiamo lo stesso modo di insegnare.
In queste settimane ho approfondito la questione facendo parecchie prove, e vi racconto a che conclusioni sono arrivato io.
Ho iniziato i primi giorni pensando a come traslare la mia lezione “live” tramite Skype, non trovavo una soluzione accettabile, poichè sono abituato a suonare il piano per i vocalizzi, a volte a tenere anche il tempo musicale, altre volte ad accompagnare, tutte cose che non possiamo fare perchè per prima cosa non c’è ancora modo di avere una sincronia tra noi e l’altra persona, arriviamo sempre in ritardo con una latenza che varia a seconda della linea internet e sistema di digitalizzazione.
Quindi il primo approccio è stato “Non si può fare” !
Non mi sono dato per vinto quindi ho iniziato a pensare se potessi riconcettualizzare la lezione e questo tentativo è stato lo spiraglio che ha aperto la speranza a far qualcosa.
In contemporanea non si può, quindi deve mandare lui i file audio l’allievo, i vocalizzi li ho registrati, creati per loro in maniera anche personalizzata, ho usato le basi per far cantare, altri vocalizzi li ho fatti prima eseguendo io e poi facendo ripetere a voce libera come lo stesso per il riscaldamento vocale e altri esercizi che potessero servirmi.
Quindi un primo passo sono riuscito a farlo: Cambiare modo di lavorare e non ostinarmi a voler replicare online la mia lezione presenziale.
Questo atteggiamento ha iniziato a farmi vedere il bicchiere mezzo pieno ovvero a capire cosa potessi fare, se ci fossero cose che potessi fare meglio o in più rispetto a come avevo sempre lavorato.im
La prima cosa importante è non dare niente per scontato:
– I vocalizzi da me preparati sono stati fatti con Cubase Pro (se già avete dei vocalizzi pronti siete a posto), programma che uso da tanti anni per le produzioni musicali, dando un supporto di ottima qualità, vi consiglio di usare quello che conoscete meglio oppure prendere in considerazione che è arrivato il momento di imparare ad usare programmi del genere ( in gergo si chiamano DAW ), una cosa che ci sta insegnando questa quarantena è che non possiamo più trascurare tutto l’apparato tecnologico altrimenti nel momento del bisogno ci troveremo molto in difficoltà, sono magari ripetitivo, ma tante app ci semplificano la vita e possono farci credere di riuscire a far tutto con un click, ma noi parliamo di studiare per bene non di giocare, poter cercare una cosa su Google non me la fa anche apprendere!
– Non dimentichiamoci della postura, i nostri allievi anche se ci vedono da un monitor non stanno vedendo un film, stanno facendo lezione di canto. La primissima lezione che ho fatto ho notato l’allieva comodamente seduta con i gomiti appoggiati alla scrivania e le ho chiesto se stesse vedendo un film, non dobbiamo appunto trascurare nessun aspetto e possiamo tranquillamente cambiare inquadratura oppure posizionare già il tutto per averne una unica che va benissimo per entrambe le posizioni, basta solo far un attimo di prove, non ci vuol nulla!
Chiaramente ci sono momenti in cui si può star seduti e si possono fare anche degli esercizi stando seduti, ma non seduti a caso, creando una corretta postura seduta, tanti suonano e cantano..

Questo è molto importante e vale sicuramente anche per noi, altrimenti poi subiamo tutti i problemi che hanno persone che stanno troppe ore fisse al computer, anche in questo caso se abbiamo un buon supporto per sederci sicuramente ci sentiamo più a nostro agio.
Quindi proprio perchè non sto chiamando amici e parenti ma sto facendo lezione di canto con questi due primi aspetti ho sistemato e prevenuto eventuali problemi di postura, ho anche fatto girare di 45° piuttosto che di profilo per controllare altre prospettive e ho risolto il problema del non poter mandare l’audio io.
Tra le cose positive avere una camera che riprende l’allievo mi ha fatto notare molti più dettagli riguardo la muscolatura facciale, io uso un monitor a 32″ quindi riesco a vedere una buona immagine e sconsiglio supporti con monitor troppo piccoli altrimenti potrebbero sfuggirci molti dettagli.

Nel creare appunto in maniera “nuova” le mie lezioni, ho trovato un valido aiuto la possibilità di condivisione file ed in questo da Skype sono passato a Zoom Meeting (dopo parliamo in maniera specifica dell’audio) perchè mi permette di fare le annotazioni, scrivere, usare puntatori etc.. direttamente sul file condiviso, schermo, pdf, immagine, video o qualsiasi altra cosa.
Questo è un grande vantaggio cosa che se volessmo fare dal vivo con più persone dovremmo avere una sala grande ed attrezzata di videoproiezione, quindi trovo un punto di forza l’ online per questo aspetto, per esempio possiamo fare lezioni anche sulla teoria musicale, sulla tecnica usando anche slide, sulla musica in generale, per me su vocal technology e non solo.
In questo Zoom devo dire che per noi insegnanti di musica l’ho trovato più completo, vediamo meglio questo aspetto.

Quale app usare per videochiamare ?

Inizialmente fu Skype ma poi divenne Zoom Meeting!
Ci sono varie app da poter usare, esiste la migliore in assoluto? Forse no, ma sicuramente esiste la migliore per quello che dobbiamo fare noi, vediamone alcune:
Dobbiamo prima di tutto capire per cosa la usiamo, se vogliamo chiamare gli amici o la mamma va benissimo anche Skype, soprattutto perchè è semplice, pratica e poi lo sappiamo che la mamma dopo non sa come funziona se è troppo complicata, quindi può andar bene.
Possiamo usarla anche per seminari dove parliamo e basta in cui non è vincolante la qualità del suono della nostra voce per la buona riuscita dell’incontro, possiamo avere fino a 50 contatti insieme in chiamata è gratuita (parlerò solo dei piani gratuiti), possiamo condividere lo schermo.
Cito alcune app e caratteristiche, anche se sono in continuo aggiornamento in questo periodo quindi leggendo l’articolo a distanza potrebbero non essere più corrette le info, ma lo faccio soprattutto per citarne i nomi e dare spunti.
Webex : Molto interessante nel piano gratuito, ha minuti illimitati di chiamata fino a 100 persone connesse, ha funzioni avanzate di condivisione schermo, file, lavagna.
Whereby : Molto buona la qualità audio, lo si usa dal web si possono avere fino a 50 persone connesse.
Cito anche Microsoft Teams, Google Meets, ce ne sono appunto molti, e alla fine mi sono orientato su Zoom per i motivi descritti prima rispetto alle funzioni avanzate di condivisione ma soprattutto per la possibilità rispetto a tutti gli altri di trasferire il segnale audio con una qualità veramente alta, avendo la funziona Original Sound che cercherò di far attivare anche a tutti voi che state leggendo l’articolo. Nel piano gratuito possiamo fare un meeting con 100 persone connesse, ma col limite di tempo di 40 minuti, limite che viene abbattuto se siamo con una persona sola, quindi per le lezioni singole va benissimo.
Per chi deve fare webinar con più persone consiglio il piano a pagamento Pro, io non sono diventato azionista di Zoom quindi lo consiglio perchè per la mia esperienza è quello che più si adatta a noi insegnanti di canto e musica.
Quindi per il nostro utilizzo lo vedo attualmente come una scelta obbligata, poi chiaramente se implementeranno altre funzioni su altri applicativi molto utili per noi saranno sicuramente da prendere in considerazione, adesso approfondiamo l’argomento dell’audio professionale nelle lezioni online.

Audio Professionale Nelle Lezioni On line

Adesso entriamo nel vivo per poter migliorare il nostro flusso audio.
Tutti coloro che hanno frequentato il webinar hanno potuto sentire l’ original sound di Zoom, cosa che scrivendo non possiamo fare, ma cercherò lo stesso di farvi capire i concetti importanti e principali su cui spero di darvi parecchi spunti di riflessione.
Partiamo col dire che non c’è un modo assoluto di fare le cose, anzi tanti dischi sono stati fatti in un modo inconsueto per il loro periodo storico, quindi questo è tutto quello che nasce dalla mia esperienza e sperimentazione personale.
Consiglio di usare delle cuffie, magari aperte o semi aperte poiché anatomicamente sono più comode rispetto a quelle chiuse che usiamo per registrare e dico subito che qualsiasi cuffia avete dobbiamo farci l’orecchio.
Potremmo usare anche i monitor audio, soprattutto se li abbiamo buoni (non le cassettine economiche), in quel caso però dobbiamo stare attenti a non far rientrare l’audio che esce dai monitor nel microfono, potremmo per esempio usare il mute tra quando ascoltiamo e quando parliamo, è un po’ più delicata e in quel caso consiglio allora di optare per soluzioni senza il monitoring della nostra voce per avere un flusso audio più pulito.
Io alla fine ho optato per le cuffie aperte, riesco a starci comodo anche per parecchie ore, non devo impazzire con ritorni, sono più sicuro e tranquillo da eventuali interventi di cancellazione suono derivato da Zoom o altro.
La nostra fortuna in questo momento è quella di conoscere bene le voci al naturale dei nostri allievi e grazie a questo possiamo cercare di fare un confronto con quello che sentiamo dalle cuffie che stiamo usando, perchè il riproduttore audio è importante e non ci fornisce un dato assoluto, ma relativo sia alla sua risposta in frequenza sia a come il produttore ha deciso di farlo suonare e lo stesso vale anche per i microfoni, quindi ci troviamo con due componenti che sono due variabili non due costanti e non possiamo trascurare questa cosa, ma anzi dobbiamo approfondirla (senza neppure trascurare la catena del percorso audio).
Ma che tipo di audio dobbiamo aspettarci se riusciamo ad averlo in alta definizione ?
Quello che possiamo trovare in studio di registrazione o in home recording, non il suono live poichè manca la pressione degli altoparlanti, lavorando bene anche con processori audio possiamo andare nella direzione sonora che troviamo nei dischi trasmessi su store digitali musicali e se dobbiamo dirla tutta oggi sono sempre più compressi e tra l’altro spesso viene ascolta musica anche su YouTube quindi in realtà non è un tipo di suono così distante dai nostri ascolti musicali se chiaramente anche l’insegnante è abituato a ragionare sulla voce amplificata, come chiamo io la voce moderna.
Siamo sempre più abituati o meglio bombardati da ascolti in mp3 non ce lo dimentichiamo.
Un’altra cosa importante che ho notato è che sentiamo molto meglio l’intonazione se abbassiamo il volume, ho usato questa modalità qualche volta avendo ottimi risultati.
A volume più basso è tutto più “visibile” dal punto di vista uditivo rispetto al tenere un volume maggiore che quasi copre alcuni errori dell’allievo.
Per arrivare a trasmettere e fare delle lezioni online veramente di alta qualità dobbiamo levare dal vocabolario “essere approssimativi”, “approccio superficiale”, “mi hanno detto di fare così”, “clicca e vai” etc.. etc.. ci vuole la stessa precisione e lo stesso approfondimento che teniamo su tutti gli altri argomenti legati alla tecnica vocale!
Come dico sempre durante i seminari quando parlo dell’audio live, il pubblico sente la nostra voce amplificata e solo quella, e se questo passaggio è fatto male possiamo cantare con la migliore tecnica di questo mondo ma nessuno ci sentirà veramente bene.

Virtualizziamo il segnale audio
Alcune schede audio hanno la funzione di “Loopback”, nel caso foste così fortunati potete andare a consultare il manuale ed avere la virtualizzazione del segnale audio, ma se così non fosse passiamo alle modalità “generiche”!
Vi segnalo un altro mio articolo in cui parlo di come posso trasferire il segnale audio nel computer e dopo ci tornerò sopra, ma adesso voglio cominciare direttamente a trattare l’argomento più complicato, ovvero virtualizzare il segnale audio e far andare in chiamata la mia voce, l’audio proveniente dal sistema operativo e se vogliamo anche quello che arriva dalla nostra Daw, nel mio caso Cubase Pro.
Nel mio caso specifico io uso Cubase Pro per controllare il microfono, uno strumento virtuale che collegato alla tastiera midi mi permette di far sentire il piano, poi l’audio del sistema operativo e mi interessa avere Cubase perchè a volte lo uso anche per far didattica quindi se mi serve è pronto all’uso, per esempio per la traccia accordi o per creare sample sul momento ed inviarli direttamente all’allievo tramite una cartella condivisa di Google Drive.
Se fino a qua potevamo stare tutti insieme adesso dobbiamo dividerci tra chi usa un computer con Windows oppure Mac.
Parto dal mondo Windows visto che io lavoro con quello e poi vi descrivo cosa potete usare come alternativa per Mac.
Il software che dobbiamo usare per virtualizzare il segnale audio si chiama Voicemeeter Banana (ne ho provati diversi è quello che reputo il più semplice e stabile) è gratuito, cosa che non guasta e funziona benissimo con i sistemi Windows 7, 8 e 10.
Possiamo usarlo direttamente con i driver Asio della nostra scheda usb (questa vuole essere una guida per far capire la strada da percorrere, ogni scheda avendo software e driver dedicati potrebbe aver bisogno prima di interagire con le proprie impostazioni ed aggiungo che se invece usiamo il monitor diretto della scheda audio esterna possiamo anche non virtualizzare) oppure con gli ASIO4ALL se usiamo la scheda audio integrata.
Questo software ci consente di gestire 3 ingressi stero hardware della scheda audio e 2 uscite stereo virtualizzate dell’audio.
Una volta installato possiamo configurarlo nel seguente modo per avere l’ascolto diretto del microfono inserito nel canale 1 della scheda audio usb + audio del sistema operativo, a cui dovremo associare il driver virtuale corrispondente nelle impostazioni audio di Windows.

Come possiamo vedere dalla foto qua abbiamo A1 (Hardware Out) che dovrà corrispondere al driver della nostra scheda audio ( chiaramente potreste avere nommi diversi ).
Una volta fatto questo verranno associati gli ingressi della nostra scheda audio ai canali hardware Input 1 /2 e 3 a seconda di quanti ingressi abbiamo sulla scheda.
Noi mettiamo il caso di aver connesso il microfono al canale 1 della scheda, corrisponderà al canale 1 di Hardware Input 1 e grazie al pulsante MONO possiamo sentirlo su entrambi i lati, il fader gain controllerà anche il volume del microfono chiaramente.
Nell’esempio come potete vedere ogni canale di ingresso può essere inviato a B1 oppure B2 ( o anche entrambe ) che sono appunto le nostre porte virtuali, come se fossero due nuovi driver di due schede audio in più, infatti le troveremo direttamente nelle impostazioni audio di Windows, rispettivamente B1 = Voicemeeter VAIO e B2 = Voicemeeter AUX.
Questa ultima precisazione è molto importante perchè devono essere allineati i percorsi del flusso audio altrimenti poi non sentiamo come speriamo.
Quindi mandando microfono e audio Windows in B1 a Zoom dirò di usare quel driver corrispondente come “microfono” ed andrà tutto in chiamata, in particolare con zoom poi nello speaker per il mio ascolto mi basterà settare la porta di uscita della scheda audio, che userò con le cuffie.
In questo modo tutto quello che entra nella scheda audio ( potrei anche connettere il mixer ai canali 1 e 2, potrei usare anche altri ingressi della scheda audio, insomma qua poi in base alle necessità possiamo ampliare il numero di connessioni ) andrà in chiamata e avremo il monitor di ascolto direttamente dalla scheda audio.
Vediamo invece il collegamento tramite anche Cubase Pro.

In questo caso dovremo settare Voicemeeter in maniera leggermente diversa.
Dobbiamo usare entrambi i driver virtuali, B1 viene usato per mandare il segnale virtuale del microfono dell’input 1 a Cubase, lui a questo punto una volta selezionato come driver da usare Voicemeeter Vaio lo potremo usare come quando lo usiamo per registrare, produrre, etc.. tutto l’audio di cubase suonerà con B1.
In questo caso come vedete ho scelto di non accendere il monitor A1 nel canale del microfono perchè preferisco usare il monito audio di cubase, ma è una scelta non un obbligo.
A questo punto quindi B1 lo devo riversare anche in B2 infatti come vedete sono cambiate le impostazioni dei canali virtuali.
Avendo cambiato il driver di miscelazione generale anche nelle impostazioni audio di Windows per il sistema operativo dovrò selezionare B2, cioè VM Aux e a questo punto poi procederò nello stesso modo di prima fatta eccezione per il driver di Microfono di Zoom che questa volta dovrà essere B2.
Si può fare anche invertendo B1 e B2 come sequenza se abbiamo esigenza di passare da una configurazione all’altra spesso.
In questo modo avrò appunto il mio microfono, monitorato da Cubase e volendo anche processato, tutto quello che passa dentro cubase, audio, strumenti virtuali etc.. e l’audio di sistema.

So che sono tutte e due modi non molto semplici, ho cercato di spiegarli nel modo più semplice possibilie e sappiamo che spesso avendo sistemi non settati perfettamente in maniera identica potrebbero non combaciare perfettamente i nomi per esempio, ma la logica di utilizzo è sempre la stessa, quindi una volta capita riusciremo nel nostro intento!
Voicemeeter è un software un pochino complesso perchè permette veramente tanto.

Se invece avete un computer con sistema operativo Mac vi consiglio di usare Loopback perchè è il più semplice che potete usare, unica differenza rispetto a Voicemeeter è che questo si paga, intorno ai 120€.
L’ utilizzo comunque è semplice su Sources aggiungiamo le fonti audio che vogliamo, che poi vanno tutte verso una uscita comune, Outputs Channels.
Una volta settato in Zoom questa volta nella periferica di microfono troveremo il driver che abbiamo creato con Loopback.
La logica è sempre le stessa ed è quella che spero impariate, ovvero per usarla con Zoom (ma anche con gli altri) devo poter avere tutto il flusso audio in un unico driver virtuale o reale che sia, ma uno solo, come l’uscita di un mixer.

Cito anche se più complicati Soundflowers (BlackHole per nuovi OSX) e LidioCast sono free ma dobbiamo essere utenti più esperti riguardo il sistema mac.
Lo so benissimo che tutto detto così sembra molto semplice, quando nella pratica per molti di voi potrebbe non esserlo, è infatti una modalità più avanzata di utilizzo, il consiglio che vi mi sento di dare se non sieteo così smaliziati con tutti questi sistemi è quello di partire anche dalla configurazione analogica tramite il mixer che magari conosciamo e usiamo per i live e poi piano piano costruiamo i nostri “mattoncini”, soprattutto per evitare eventuali brutte figure.

Come se facessimo Live
Parliamo della configurazione analogica, anche se nell’articolo che vi ho citato prima, di cui esiste pure il video, già ne parlo ampiamente.
Questo è lo schema da poter usare anche con un semplice piccolo mixer analogico:

Per riassumere pensiamo di collegare al mixer il microfono, nell’esempio ho preso un microfono dinamico (potrebbe migliorare il suono usarlo insieme ad un FetHead), chiaramente possiamo collegare anche la tastiera, la chitarra o quello che vogliamo al mixer.
Usando le cuffie avrò anche un ascolto diretto di tutto quello che entra nel mixer.
Grazie all’ Aux Send del mixer mando una copia del segnale nell’ingresso anche della scheda integrata del computer, non per forza una scheda usb.
A Zoom selezionerò la linea di ingresso del computer come microfono e tutto quello che entra nel mixer andrà in chiamata alzando i relativi potenziometri AUX.
In questo modo posso anche fare il mix dei miei volumi di ascolto e il mix dei volumi che vengono inviati.
Il canale di uscita dovrà essere connesso ad un canale stero del mixer dove starò molto attento a non alzare il volume di Aux, così alzando invece il volume del canale potrò sentire l’audio in uscita del computer quindi anche della chiamata di Zoom selezionando questa come uscita nello speaker chiaramente.
Tutto questo lo possiamo fare sia che abbiamo una scheda usb sia con quelle integrate nel computer, fisso, portatile o mac che sia.
Se invece abbiamo un mixer Usb tutto questo si semplifica ancora di più poiché lo usiamo sempre allo stesso modo ma grazie ad un solo cavo usb possiamo portare dentro il computer l’audio del mixer e viceversa.
Tramite questi modi possiamo sentire il ritorno della nostra voce in cuffia e questo ci potrebbe aiutare se avessimo la tendenza a forzare troppo durante il parlato.

Nel caso in cui avessimo un Mac o un portatile possiamo usare uno sdoppiatore come quello di sinistra della figura precedente, che permette di avere fisicamente due minijack femmine, una di uscita e una di entrata. Nel caso in cui abbiamo un computer fisso, il verde sarà il connettore di uscita il blu quello della linea di ingresso.

Microfono USB
Una modalità invece molto molto semplice sia per l’allievo che per voi è quella di avere un microfono usb, lo comperate, lo scartate, lo attaccate, lo usate, fine!
Per l’allievo in più in abbinamento ad una cassa come la JBL GO che è anche bluetooth o simile può diventare un kit molto utile per migliorare anche quello che sentiamo noi.
Facciamo tutto questo perchè l’allievo non può usare lo stesso dispositivo per fare la chiamata e mandare la musica, noi non sentiremmo più nulla in quel caso, a meno che non virtualizzi anche lui il sistema.

Per l’utilizzo insieme alla cassa bluetooth consiglio il Blue Yeti perchè è cardioide, omnidirezionale, bidirezionale e stereo quindi ci permette di “cascare sempre in piedi”, segnalo l’altro se siamo interessati a qualcosa con maggior qualità sonora, ma senza tutte le possibilità dello Yeti.

Configuriamo Zoom per l’ Original Sound

Per quello che riguarda invece il trasferimento del flusso audio la scelta di Zoom come ho già detto è quasi obbligata per far musica e canto perchè possiamo usufruire di questa impostazione.
Dobbiamo usare la versione desktop su pc o mac.
Accediamo alle impostazioni audio ( Audio Settings ) e leviamo l’aggiustamento automatico del volume, questo lo potete fare anche con skype.
Nel piano Pro esiste anche l’opzione che permette di trasmettere in stereo, ma non nel piano gratuito.
Successivamente premendo il pulsante Advanced vi troverete in questa schermata, copiate queste impostazioni.

Adesso se torniamo nella finestra del meeting comparirà in alto a sinistra la voce “Turn On Original Sound”, cliccando fate in modo di avere la dicitura “Turn Off Original Sound” deve star su Off!
Con la freccetta accanto potete selezionare anche la vostra periferica di microfono per associarla sempre automaticamente a questa funzione.
A voi non cambierà niente nell’ascolto mentre all’interlocutore si, trasmetterete con una migliore qualità, “sulla carta” sarà il vostro suono originale, nella pratica sarà tipo spotify ad alta definizione, che non è per niente male per una video chiamata!!!
Ho fatto delle prove e chi ha partecipato ai webinar può confermare che il risultato è ottimo, in questo modo ho pensato che riuscirò a fare delle lezioni anche di vocal technology dove la componente della qualità sonora è un requisito fondamentale, altrimenti non potrei farvi sentire neppure la differenza tra un microfono e l’altro, la cosa bella è che si può attivare anche nel piano gratuito, quindi lo possiamo fare tutti come vi ho spiegato!

Latenza Audio e Rete Internet

Per quello che riguarda la latenza del sistema audio dobbiamo rifarci ai driver a bassa latenza quando vogliamo sentire il suono processato dal computer.
Li ho già citati prima, per Windows abbiamo gli ASIO4ALL e per Apple i CORE AUDIO, questo per le schede integrate, mentre gli Asio proprietari per le schede esterne.
Più abbassiamo il valore della latenza meno percepiamo il ritardo tra il suono che facciamo noi e quello che sentiamo digitalizzato ma più lo abbassiamo più richiediamo potenza al nostro processore.
Non ho parlato delle caratteristiche del computer sia esso Mac o Pc, ma dobbiamo comunque avere una macchina abbastanza potente se vogliamo far molte cose contemporaneamente, ed avere anche una bassa latenza audio.
Se siamo poco pratici di informatica, posso consigliarvi di tenere in considerazione l’acquisto di un Mac perchè come filosofia hanno pensato loro “come fare le cose” e basta solo eseguire gli ordini per far funzionare il sistema, essendo abbastanza chiuso (poi si può fare molto anche li se siamo utenti più esperti) se invece volete usare Windows vi consiglio sempre di andare su una macchina di pari caratteristiche, sono le caratteristiche e non il prezzo a far la differenza, in quel caso avrete maggiore libertà se siete più esperti, ma potreste “fare più danni” se principianti.
Io per esempio l’ho assemblato da solo scegliendo i componenti che volevo io.

Per la rete internet, purtroppo dobbiamo anche fare i conti con le infrastrutture italiane e col fatto che in certi posti arriva un segnale veramente brutto.
Detto questo le cose che possiamo fare sono cercare di dare la maggior banda possibile al computer che usiamo, tipo eliminare il Wi-Fi da altri dispositivi che non state usando e connettervi via Ethernet, la connessione a filo è il miglior modo per ridurre problemi, il Wi-Fi potrebbe avere interferenze o trasmettere male e nell’audio vuol dire interrompere il segnale.
Se poi avete il router lontano dalla postazione di lavoro potreste pensare di usare la rete elettrica per far arrivare il segnale nella vostra stanza ( poiché se usiamo cavi di rete troppo lunghi perdiamo molto segnale) grazie ad un Powerline. Molto semplicemente connettiamo uno dei due componenti alla presa di corrente vicina al router e l’altro nella nostra stanza (devono essere due prese collegate sullo stesso filo di corrente) ove sarà possibile anche far andare un Wi-Fi interno per altri dispositivi grazie a questo ripetitore.
Questa potrebbe essere una soluzione interessante soprattutto quando siamo molto lontani dal router.

Purtroppo avere una sincronia con l’altra persona connessa a Zoom non è ancora possibile, dico non è ancora perchè magari un giorno potremo farlo chissà!
Ci sono sistemi che provano a far questo, uno è un vecchio progetto chiamato JamKam ma non è detto che funzioni bene per tutti, ci sono tante variabili nel sistema, mentre un’altro modo interessante è per gli utenti di Reaper, un sistema che sincronizza i metronomi e fa sentire l’audio all’altro una battuta dopo, praticamente si prende il tempo di una battuta per mettere in sync l’audio, ma non stiamo parlando di sistemi applicabili a Zoom, quindi non possiamo poi integrarli con la nostra piattaforma di lezioni online.

Conclusioni

Spero di avervi dato tanti spunti di riflessione, idee e magari modi per migliorare il segnale audio delle vostre lezioni.
Sicuramente ci siamo avvicinati in tanti alle lezioni online in un periodo particolare e per una esigenza del momento, quindi è capibile il fatto che magari non siamo tutti ben attrezzati, però questo momento deve essere un’occasione per farci pensare come migliorare questo aspetto.
Arrivati a questo punto chi come me non aveva mai fatto lezioni online prima della quarantena continuerà a farle anche quando ritorneremo alla normalità ?
Per me la risposta è si, ma con delle precisazioni : Le lezioni online NON sono per tutti! Questo è quello che ho tratto io dall’ esperienza di questi due mesi.
Dobbiamo considerare che non sono adatte a tutti, non tutti sono ben attrezzati, chi ha grossi problemi di intonazione, di tempo, troverà molto difficile fare lezione online perchè non potrà essere accompagnato dall’insegnante, ma è anche vero che personalmente ho notato un discreto miglioramento proprio perchè i miei allievi non potevano avere l’aiutino da parte mia, magari per un attacco di una canzone, la tonalità di una nota, quindi ho colto molti aspetti positivi, c’è stata anche molta più attenzione da parte degli allievi e questo è un fatto estremamente positivo.
Alla fine di questi due mesi mi ritrovo con una piattaforma che mi permette di fare lezioni interattive, multimediali, posso far vedere e sentire qualsiasi cosa voglia, posso usare il pianoforte, effetti audio, posso far sentire la mia strumentazione, il mio microfono, tutto sincronizzato insieme con un’ alta qualità straming.
Chiaramente non può sostituire in toto una lezione presenziale ma neppure essere considerata infattibile, ripeto che con le dovute accortezze e con gli allievi adatti riusciamo a far un bel servizio comunque. Mi permetto di dire che sicuramente non sono adatte neppure a tutti gli insegnanti perchè se ci ostiniamo a voler traslare la lezione presenziale così com’è online, incontreremo sicuramente molti problemi.
Per poter sfruttare noi la tecnologia dobbiamo prima conoscerla e poi comandarla, altrimenti se rimaniamo ignoranti sarà sempre lei a comandare noi!

PS:

Durante tutto l’articolo ho parlato sempre e solo di canto moderno, o come lo chiamo io, di canto amplificato, perchè se ci riferiamo al canto lirico nascono grandi problemi, primo fra tutti legato al fatto che il cantante lirico non ha confidenza col proprio suono amplificato e catturato da un microfono, è lui l’amplificatore!
Mi sento di dare solo qualche consiglio per chi appartiene a questa categoria, essendo abituati a sentire il suono della voce senza amplificazione si dovrà fare un po’ l’orecchio e potrebbe essere più utile un microfono omnidirezionale per cercare di fare una ripresa ambientale a tutto tondo il più possibile.
Sarà importante fare un check per trovare il giusto volume e la migliore posizione all’interno del locale, magari bisogna perderci un po’ di tempo, ma la ripresa ambientale può dare più l’idea di del suono a cui siamo abituati.
In questo caso specifico sicuramente migliore è la qualità del microfono meglio è.
Detto questo a voi le vostre prove e sperimentazioni, se avete bisogno di maggiori approfondimenti contattatemi, qua ho cercato di “accendervi delle lampadine” è chiaro che non riesco a sistemarvi tutti con un articolo, ma spero possa essere un buon punto di partenza.

Ricordo che : “Non importa cosa non hai, ma importa ciò che fai con quello che hai” !

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